Turbocompressore

Con Turbocompressore si indica un sistema tanto semplice quanto efficace per incrementare le prestazioni di un motore a combustione interna.
Turbocompressore : questa parole svela due componenti principali: la turbina ed il compressore.
Vediamo su quali principi si basa il funzionamento di un turbocompressore: 
un motore, indipendentemente dal proprio ciclo di funzionamento, per erogare potenza, necessita di essere alimentato da una miscela formata da combustibile e (aria), legati fra loro da proporzioni ben precise. Banalmente le prestazioni erogate sono proporzionali alla quantità di combustibile utilizzato: quindi per aumentare le prestazioni è necessario intervenire sul dosaggio della miscela incrementando proporzionalmente sia la quantità di combustibile che di aria. 
È qui che entra in gioco il TURBO.
La presenza del compressore infatti permette di innalzare la pressione dell'aria in aspirazione e quindi incrementarne la portata verso le camere di combustione.
Naturalmente il compressore per svolgere la sua funzione assorbirà una certa quantità di energia che sarà messa a disposizione dalla turbina, la cui funzione sarà quella di recuperare tale energia dai gas di scarico ( i due componenti infatti sono meccanicamente collegati, perciò alla rotazione della turbina indotta dai gas di scarico corrisponderà una rotazione del compressore).
Viene da se pensare che con una turbina più grande si ha una maggiore potenza!! Potrebbe sembrare così, ma in realtà il nostro nemico si chiama inerzia. È noto infatti che per porre in rotazione un corpo (in questo caso la girante della turbina) occorrerà che i gas di scarico siano dotati di una certa energia.
Il raggiungimento della soglia minima necessaria a produrre lavoro positivo del compressore accoppiato , non è altro che il caratteristico 'calcio' avvertibile nel funzionamento di un motore turbo ( molto attenuato nei motori moderni).


Il tempo di ritardo che intercorre fra la pressione sull'acceleratore e l'effettiva risposta del turbo è legato al raggiungimento della soglia energetica da parte dei gas di scarico, e costituisce il cosiddetto turbo lag.
Quindi, più grande è la turbina, maggiore energia sarà richiesta per portarla a regime e mancando questa, il sistema costituirà un collo di bottiglia per il nostro motore.
Un primo metodo per ovviare al problema è stata l'adozione di turbine a geometria variabile, in grado di adattarsi al differente flusso dei gas di scarico durante il funzionamento.
Tuttavia, le sempre più accresciute richieste di potenza del mercato dell'auto , hanno portato verso una soluzione ben più avanzata, e si basa sull'impiego di più turbocompressori ( di dimensioni medio/piccolo) posti in serie o in parallelo, e quindi in grado di coniugare al meglio tutte le richieste di potenza e velocità di risposta.

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